16/11/2009
Micro "polenta"
Micropiacere giallo. E' in offerta al supermercato, con tanto di salumiere appresso che ne vanta le qualità, un salamino niente male, giovane giovane, ma stuzzicante. Poco più in là c'è la presentatrice della polenta quasi già fatta, una polvere gialla che a contatto con l'acqua sul fuoco diventa polenta. Ci casco, in entrambi i casi, con l'acquisto impulsivo. Con l'idea strana già in testa, vale a dire il matrimonio tra le due cose. E infatti, appena a casa inizio a tagliare a cubetti il salamino, assemblo acqua, grana, polvere gialla e salamino e salta fuori una polentino al salamino spettacolare. Io mi accontento, dico sul serio, non ho bisogno di chissà che, io mi accontento di brutto, e come si dice, godo. Ho mangiato veramente bene con poco. Non credo sia nulla di epocale, non ho scritto la storia in assoluto, ho solo scoperto che a volte mi accontento, e godo. As got, come dicono nel mantovano. Il bonarda allegato al tutto credo abbia avuto parte del merito...hic.
00:26
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12/11/2009
Micro "lavagna"
Micropiacere scolastico. Per mille motivi mi trovo davanti a una lavagna. Qualche giorno fa. Con i gessetti bianchi e il cancellino, quello come la girella motta. Prendo in mano il gessetto. Quanto tempo, erano anni che non toccavo un gessetto. Lo spezzo, per evitare quel fastidioso fischio che il gesso lungo a volte fa scrivendo. Scrivo, lettere maiuscole, minuscole, simulo di essere di nuovo alle elementari. Che sensazione. Come non fosse mai passato il tempo. E' difficile tornare nei panni di allora, non ci sono più i vestiti, i colori, le auto, i sapori di allora, tutto è stravolto, progredito, evoluto, sofisticato, e si è perso il sapore di allora. Non posso tornare a quando ero alto un metro e venti, a quando non ero miope, a quando avevo i denti da latte. Però un gessetto e una lavagna saranno sempre uguali. Pazzesco. Quello che per anni è stato lo spauracchio delle interrogazioni (chi viene alla lavagna?) di colpo diventa una botta di emozioni. Girano in rete quelle cazzo di presentazioni di power-point che riepilogano cose degli anni 70, degli anni 80, per dirti che cosa c'era e non c'è più. Si, le scorri, fai la gara di quante ne ricordi e di quante invece hai perso la memoria. Ma sono un'altra cosa. Ecco, la lavagna e il gessetto invece riescono a riprodurre le stesse sensazioni. Ancora. E chiaramente, si chiude il post con quanto lasciato scritto sulla lavagna: Asino chi legge!!! hi hi hi
00:14
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11/11/2009
Micro "caco"
Microtrauma arancione. In giardino ci sono 4 piante di cachi, stanno lì, e nonostante non si faccia nulla per trattarle, ogni anno si riempiono di frutti arancioni. Rami stracolmi, una esagerazione. Se va bene riesco a mangiarne un po', più o meno quanti ce ne stanno su un solo ramo, ma il resto se ne resta a marcire. E allora parte la corsa a piazzarli a chiunque capiti a tiro, partendo dai genitori, agli zii, agli estranei (?) fino ai colleghi. Qualche giorno fa ne raccolgo una ventina per una collega. Il tempo di arrivare in ufficio, le sparo, silente, la borsa nel baule, conscio della fauna che gli sto passando. Hi hi hi, che bastardo! La mattina dopo, infatti, ecco che arriva il fiume di parolacce. All'interno dei frutti, infatti, è stata ritrovata una serie di cimici, coccinelle, forbicine, formiche, ragni etc. etc. Adesso, voglio dire, si tratta di cachi assolutamente naturali, è chiaro che sono pieni di animali, no? Come trasformare un atto di altruismo, puro, sincero, in un boomerang. La prossima volta non gli porto nulla, nè cachi nè bestioline. p.s. quesito alla Omar (socio che fa mille domande al minuto): qualcuno sa perchè non esiste lo yogurt al caco? o la marmellata di cachi? eh si, sono domande esistenziali, lo so, ma a volte dobbiamo pur dare sfogo alla nostra sete di sapere...
00:29
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06/11/2009
Micro "generazione"
Microtrauma generazionale. Esco con amici, e mi trovo in mezzo a due generazioni diverse. Da una parte una collega fa vent'anni, o poco più. Beve crema di whiskey e mi offre una birra. Le amiche le fanno fotografie. Le regalano un tanga (o era un perizoma?). Fa la foto mostrandolo nella sua interezza. Chiedono chi sono io. Sudo, fa caldo. Sono fuori posto. A vent'anni hanno davanti una vita. Per certi versi sono ancora vergini, pure. Quasi mi danno fastidio. Sono già contaminato, e sempre più fuori posto. Un amico trova una vecchia amica. Cambiamo bar, età, pensieri, vestiti, approcci. Parla di lavoro, di carriera, ha i tacchi ma non li sa portare. Si è fatta un ventenne, o poco più. Lui è alle nostre spalle, ci guarda. Sono fuori posto pure qua. Nel bar ci sono i più disperati, pupille dilatate, fanno la coda al cesso. Bevo un cuba. E' praticamente ghiaccio dolce. Mi fottono anche l'alcol. E sempre più fuori posto, mi sento. Parlo di cazzate, sono bravo con le cazzate, con gli aneddoti. Che tristezza. Rido. Tanto, almeno quello, è gratis. Cia', andiamo a dormire...è meglio.
00:32
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30/10/2009
Micro "marcia"
Microtrauma cittadino. Quel fenomeno del precedente primo cittadino, nel tentativo di perdere le elezioni a tutti i costi, ha stravolto la viabilità di questa piccola città di provincia, riuscendo sì a perdere le elezioni (nel suo programma aveva anche inserito l'impegno a migliorare la viabilità, la stessa che aveva peggiorato poco prima, un mito!) e soprattutto riuscendo a trasformare dei tragitti di un paio di kilometri in viaggi dove si è più spesso fermi al semaforo che non in movimento. E va bene, tanto in estate con lo scooter si viaggia ugualmente, ma adesso, in auto, c'è da soffrire. E non basta il cd nell'autoradio, l'attesa del semaforo mi stressa sempre di più. Credo ci siano più semafori che lampioni. Ma non importa, si potrebbe sopportare anche questo, a volte sono addirittura sincronizzati. L'insopportabile sta nelle persone che guidano, uomini o donne non importa. Credo che le autoscuole abbiano fatto cartello, decidendo di non diffondere una notizia destabilizzante ai praticanti: l'auto sulla quale siedono ha più di due marce. Si, si, dopo la partenza, in prima, mettono la seconda e vanno solo con quella, media 30 all'ora. Una sofferenza, una pena. Quel cavolo di contachilometri digitale che oscilla tra i 29 e i 33 km orari, le bici che ti sorpassano, una volta addirittura una mamma a piedi con il passeggino!! Poi parlano male di Milano, del traffico di Milano, ma almeno lì sanno guidare! Non c'è rimedio, lo so, se non quello di guidare come tutti gli altri, ma credo sia addirittura contrario alla mia religione non mettere la terza!!!
00:46
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25/10/2009
Micro "orario"
Microtrauma orologiaio. Ce l'hanno sempre venduta come una cosa che fa risparmiare, e può anche essere. Resta il fatto che a me 'sta ora legale non va giù più di tanto. In realtà non ho grossi contraccolpi, va beh, alle quattro di pomeriggio, dalle mie parti, è già buio come fosse ora di andare a nanna però tutto sommato non soffro particolari crisi da cambio ora; la cosa che mi lascia perplesso è il fatto che una legge, insomma un dispositivo "esterno" mi imponga un'ora in più o in meno. Ok, è solo un'ora delle migliaia di ore che vivrò, però mi fa strano. Metti un giorno che arriva uno e, invece di un'ora, fa tirare indietro l'orologio di 24 ore. Prova a fare ricorso al TAR, intanto un giorno ti tocca riviverlo! A parte l'esempio assurdo, fa strano che mi facciano rivivere dalle due alle tre di stanotte. E se faccio gli stessi sogni? O gli stessi incubi? E poi, quando la mando avanti, fra sei mesi, cosa succede, mi gioco un'ora, la perdo? Ma se io la perdo, chi la guadagna? Post non-sense, quasi quanto l'ora legale.
01:24
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17/10/2009
Micro "madunina"
Micropiacere milanese. Back to Milan. Dopo anni, metto piede a Milano. Per divertimento, e non per lavoro. E già butta bene. Con amici. Ed è ancora meglio. Va beh, giro molto turistico, da piazza del Duomo a San Babila il sabato pomeriggio vuol dire immergersi nella Milano più commerciale che ci sia (tipo 3 euro un caffè al tavolino, o cose simili) però a me basta l'aria, i volti, i negozi, la velocità di Milano per stare meglio, per capire che c'è altro oltre la mia piccola realtà, oltre la provincia. Nel bene e nel male, l'importante è sapere che c'è anche altro. Ed effettivamente la milanesità per me vuol dire apprezzare questa potenzialità di poter fare qualsiasi cosa, dal mangiare indiano al vedere un film in lingua originale, ad andare in un negozio che vende maglie di calcio anni 70 o in una spezieria. In provincia nulla di tutto ciò. E poi a Milano magari non fai nulla, per mille motivi, ma potenzialmente potresti fare tutto. In provincia invece non fai nulla perchè non c'è nulla da fare, nè potenzialmente nè effetivamente. Anche se, ormai, riesco a prenderla solo a piccole dose questa potenzialità. Non ci sono più abituato, non condivido più le motivazioni di questa frenesia, ho un altro ritmo, per fortuna. E sulla strada del ritorno penso al fatto che io viaggio alla mia velocità, incurante di chi va più veloce di me, benevolo verso chi va meno veloce di me, ma comunque alla mia velocità. Indipendentemente dagli altri.
23:57
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07/10/2009
Macro "colica"
Macrotrauma renale. L'ha fatta il babbo, l'ha fatta la sorella, non vedo come potessi minimamente pensare di scamparla. E infatti domenica mattina mi sono sparato la mia prima colica renale. Che bello. Voglio dire, c'è di peggio. Mah, non ne sono sicuro. Cazzo che male. Continuo, ininterrotto. Poi, per una fighetta come me, ciao, sembrava mi avessero segato in due senza anestesia. Che dire, c'è poco da dire, stai male, prendi una pastiglia e quando fa effetto, sei come non fosse successo nulla, o quasi. La ciliegina sulla torta è stata la manovra di Giordano, un metodo diagnostico di elevata precisione e tecnica, vale a dire un colpo ben assestato al rene, per verificare la presenza del calcolo. Se salti e bestemmi, il calcolo c'è. Io ho saltato (ma non bestemmiato). Terapia: bere acqua. La medicina nel 2009 a volte mi lascia stupefatto. Forse saprei fare anch'io il dottore a questa stregua. E allora bevo. E faccio pipi. Come un cammello. Ho spento un paio di incendi da domenica ad oggi. Vado a bere, birra.
00:25
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26/09/2009
Micro "luce"
Micropiacere intellettuale. Sto guardando l'intervista a Roberto Saviano. Non mi interessa lui, voglio dire, ci fa o ci è poco mi importa, quali siano le motivazioni che lo muovono non mi interessano, quello che in questo preciso istante mi sta "devastando" è la luce che illumina la mia testa attraverso la parola, è il potere che la parola e il racconto possono avere. Essere condannati a morte per quello che si dice è il risultato massimo della parola, è l'apoteosi, è pensare che veramente si può cambiare il mondo. E' la fantasia al potere, è il premio nobel a Dario Fo. Stanotte dormirò un sonno bellissimo, ne sono sicuro, come tutte le volte che vedo il vero potere esprimersi, la capacità di aprire la mente, non il denaro o i surrogati del denaro. Forse non ho mai provato invidia per tale potere prima di ora, dopo averlo visto così forte. La capacità non di farti cambiare idea, non di importi un'idea, ma la capacità di metterti davanti alla tua ignoranza, alla tua cecità senza giudicarla, la capacità di portarti a riflettere, a mettere in discussione le tue idee, i tuoi stessi principi, il tuo fine nel mondo. Che goduria.
01:25
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20/09/2009
Micro "compleanno"
Micropiacere bloggaiolo. Ormai è passata la mezzanotte, per cui siamo già al 20 settembre, per cui si può celebrare. Quattro anni fa nasceva questo blog. Auguri! Oltre 170 post in quattro anni. Mille cose son cambiate nella mia vita, e lui c'è ancora. Quasi incredibile. Festeggio la mia capacità di riuscire a trovare ogni volta una sana cazzata da postare. Festeggio la mia fantasia. Festeggio la capacità di improvvisazione, il mio jazz personalissimo. Cento di questi post!!!
01:34
Scritto da : mikromakro
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