08/12/2009

Micro "clarks"

Micropiacere vellutato. Le avevo da bambino, insieme a un eskimo, veramente, senza essere figlio di sessantottini e senza capire che in realtà indossavo due simboli, non due capi di abbigliamento e calzature. Le adoravo pure, credo che le mettessi pure a dormire. Le mitiche Clarks, di velluto, che quando pioveva o nevicava si faceva la striscetta bianca sulla punta e non la mandavi più via. Le ho ritrovate adesso, identiche, nella forma, nei colori, negli odori. Minchia, le Clarks. Costano un fottio, mentre anni fa erano le scarpe dei poveri, come le Tepa Sport e le Diadora. Ma non è questione di nostalgia, è un piacere legato alla bellezza del prodotto, alla perfezione, che fa si che da 50 anni e più siano ancora vendute e apprezzate. Ecco, mi piacerebbe un casino riuscire in una cosa del genere, riuscire a trovare un qualcosa che rimanga anche dopo la mia vita, possa essere un oggetto, una frase, un blog o un libro. In fin dei conti non sono diverso da altri, cerco l'eternità, come tutti. Amen...

Scrivi un commento