Micro “tango”

Micropiacere bailante. Il primo impatto che ho avuto con il tango fu una collega, a Milano, che se la tirava un sacco perchè prendeva lezioni di tango. Voglio dire, era anche carina, però da lì a scatenare passione e sensualità ce ne voleva. Dava veramente fastidio il suo presunto senso di superiorità dovuto all’aver capito il senso del tango. Forse … Continua a leggere

Micro “suola”

Microtrauma calzaturiero. Ho fatto la revisione della macchina, dovrò fare il rinnovo della patente, nulla dura in eterno, comprese le mie scarpe preferite. Polacchine, di pelle nera, con l’elastico sui lati per calzarle. Hanno i tacchi un po’ bassi. Le porto al negozietto, artigiano puro. Fa un lavoro spettacolare, ma quando le ritiro arriva la mazzata. “Guarda come è messa … Continua a leggere

Micro “polenta”

Micropiacere giallo. E’ in offerta al supermercato, con tanto di salumiere appresso che ne vanta le qualità, un salamino niente male, giovane giovane, ma stuzzicante. Poco più in là c’è la presentatrice della polenta quasi già fatta, una polvere gialla che a contatto con l’acqua sul fuoco diventa polenta. Ci casco, in entrambi i casi, con l’acquisto impulsivo. Con l’idea … Continua a leggere

Micro “lavagna”

Micropiacere scolastico. Per mille motivi mi trovo davanti a una lavagna. Qualche giorno fa. Con i gessetti bianchi e il cancellino, quello come la girella motta. Prendo in mano il gessetto. Quanto tempo, erano anni che non toccavo un gessetto. Lo spezzo, per evitare quel fastidioso fischio che il gesso lungo a volte fa scrivendo. Scrivo, lettere maiuscole, minuscole, simulo … Continua a leggere

Micro “caco”

Microtrauma arancione. In giardino ci sono 4 piante di cachi, stanno lì, e nonostante non si faccia nulla per trattarle, ogni anno si riempiono di frutti arancioni. Rami stracolmi, una esagerazione. Se va bene riesco a mangiarne un po’, più o meno quanti ce ne stanno su un solo ramo, ma il resto se ne resta a marcire. E allora … Continua a leggere

Micro “generazione”

Microtrauma generazionale. Esco con amici, e mi trovo in mezzo a due generazioni diverse. Da una parte una collega fa vent’anni, o poco più. Beve crema di whiskey e mi offre una birra. Le amiche le fanno fotografie. Le regalano un tanga (o era un perizoma?). Fa la foto mostrandolo nella sua interezza. Chiedono chi sono io. Sudo, fa caldo. … Continua a leggere